Se questo è un uomo

Se questo è un uomo di Primo Levi

Se questo è un uomo

Quegli intellettuali che non riconobbero
un classico senza tempo

empty brown canvas

Incipit Se questo è un uomo, Primo Levi

«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».

Già nell’incipit, Levi comanda al lettore di scolpire nel proprio cuore le parole che leggerà e a tutti domanda se è ancora un uomo chi ha vissuto queste spietate mortificazioni.

L’11 aprile 1987 viene rinvenuto il corpo esamine di Primo Levi. L’ipotesi più accreditata vuole che Levi non ce l’abbia più fatta a reggere il peso della sua stessa memoria.

Dopo due anni di febbrile scrittura, nel 1947 Primo Levi termina il suo manoscritto, che ha però per titolo I sommersi e i salvati (lo stesso titolo che Levi riutilizzerà per un saggio pubblicato nel 1986).

Lo consegna alla prestigiosa casa editrice torinese Einaudi. Poco tempo dopo, una lettera su carta intestata dell’azienda comunica a Levi, senza troppi giri di parole, che il libro non è stato ritenuto idoneo alla pubblicazione.

Il misterioso lettore di Einaudi che bocciò Levi

monochrome photo of person using vintage typewriter

Ma lei – dirà per scolparsi anni dopo – a quel tempo non aveva alcun potere decisionale, non poteva accettare o rifiutare un manoscritto e non ricorda proprio chi sia stato a leggerlo. Ammetterà: «Siamo stati dei colpevoli imbecilli».

Ma, allora, chi ha bocciato Se questo è un uomo?

Ma perché due intellettuali del calibro di Natalia Ginzburg e Cesare Pavese hanno sottovalutato questo capolavoro della narrativa e della memoria storica italiana?

Bisogna ammettere che Primo Levi era un outsider dei salotti letterari italiani e, forse, se di professione non fosse stato un chimico, il suo manoscritto avrebbe ricevuto ben altre attenzioni.

Il caso editoriale di Se questo è un uomo è emblematico di quanto complesso e affascinante sia il lavoro dell’editore. Le vicissitudini incontrate da Primo Levi testimoniano quanto possa essere difficile, persino per i migliori tra gli addetti ai lavori, comprendere quale sia l’alchimia che rende un libro un capolavoro.

Valerio Maria Piozzo - Vivi l'editor
A cura di Valerio Maria Piozzo

Se ti piace quello che facciamo, non dimenticarti di seguirci sui social. Grazie!